Come si comporta un leader responsabile?

Responsabile è quel leader in grado di adottare un approccio efficace e rispettoso sia con i suoi sottoposti che con i suoi superiori.

Come si comporta un leader responsabile?

Da qualche decennio a questa parte, la figura del leader si è evoluta, abbandonando elementi e convenzioni dell’epoca passata, che coinvolgevano elementi quali autorità, paura, timore reverenziale etc. Oggi, un buon leader, più che temuto, deve essere amato e rispettato. Affinché ciò accada il leader deve sviluppare un forte senso di responsabilità. Il leader deve essere responsabile. Di cosa e verso chi? Innanzitutto, deve essere responsabile dei risultati che ottiene (o che non ottiene), in generale del suo operato e dell’efficacia delle sue attività. E’ finito il tempo in cui il “capo” prendeva per sé i meriti e schivava le responsabilità. Il leader, tuttavia, deve essere anche responsabile “degli altri”, soprattutto del suo team, proprio come un capofamiglia farebbe nei confronti del suo nucleo familiare.

Il leader responsabile è colui che adotta un approccio particolareggiato, fondato sia sul rispetto per il prossimo che sul principio di efficacia, alle relazioni interpersonali. Gli ambiti da trattare, in questo caso, sono due.

Responsabilità verso i dipendenti/sottoposti. Il leader è chiamato ad accettare il suo ruolo di guida, che è un impegno nella realtà molto gravoso. Sotto di lui, o per meglio dire “con lui”, si trovano individui che necessitano di una guida o, come minimo, una figura che gestisca e organizzi, che ottimizzi le risorse materiali e intellettuali, che in parole povere si assuma le responsabilità. 

Un leader responsabile, quindi, prende le decisioni quando deve farlo, non si sottrae alle criticità, affronta i problemi a viso aperto. Lo fa non tanto per se stesso, quanto perché dal suo successo dipende il successo dei componenti del suo team. Ne consegue che il leader responsabile deve essere anche coraggioso, dunque in grado di gestire lo stress e la paura, due forze che spingono all’immobilismo.

Responsabilità verso i superiori. Il leader deve assumersi delle responsabilità non solo nei confronti di chi, in una scala gerarchica o anche solo nell’organigramma, è sotto di lui, ma anche nei confronti dei superiori. In questo caso, l’interpretazione del ruolo pone in essere rischi importanti, poiché costringe alla ricerca di un equilibrio molto sottile, quello tra rispetto e autonomia.

Innanzitutto, un leader deve rispondere dei suoi errori e – prima ancora – ammetterli. Insomma, deve saper chiedere scusa. Quando le scuse si trasformano in atteggiamento proposito, teso magari alla risoluzione dei problemi, la colpa si trasforma in responsabilità e diventa veramente costruttiva. Allo stesso tempo, deve essere in grado di proporre il proprio punto di vista, di confutare le tesi dei superiori se queste sono evidentemente sbagliate. L’obbedienza cieca e il senso di responsabilità non vanno di pari passo. Deve farlo con il dovuto rispetto ma anche con decisione e chiarezza. Infine, il leader responsabile intermedia, si pone come un canale di comunicazione tra i “piani alti” e il suo team, porta le istanze in maniera reciproca. In questa prospettiva, il leader compie attività molto gravose ma si pone come uno dei maggiori artefici dei risultati raggiunti in modo collettivo.

Rispondi