Genitori e Figli secondo Rhea Lalla

Rapporto genitori e figli e lo sviluppo di personalità creative e indipendenti degli ultimi vengono illustrati attraverso un testo di Rhea Lalla.

Genitori e Figli secondo Rhea Lalla

Un testo scritto da Rhea Lalla, che svolge una mansione olistica davvero interessante,  si pone l’obiettivo di aiutare quei genitori che vogliono consentire alle loro figlie e ai loro figli di sviluppare l’attitudine al genio emotivo e creativo. Questa attitudine alla creatività emotiva e in generale alla creatività nella vita è stata per anni vista in malo modo specialmente nelle scuole in Italia che nel definire i bambini utilizzavano il termine Artistico in senso dispreggiativo.

La nostra autrice invece è di tutt’altra opinione ed è per questa ragione che abbiamo scelto di ospitare le sue idee nel nostro spazio.

Partiamo con il dire che il testo in questione illustra in maniera molto interessante l’approccio che una bambina ha con l’esterno e focalizza l’attenzione sulla sincerità espressiva.

L’esempio che il testo suggerisce è quello di una figlia e di un genitore che la osserva comportarsi ed esprimersi come lui non riesce più a fare da tempo.

 Il genitore individua immediatamente aspetti caratteriali rilevanti della figlia e li evidenzia sottolineando che la bambina è molto espressiva, intelligente, capace e acuta come osservatrice, nota che si pone come un interlocutrice curiosa e attenta, risulta essere estremamente propositiva ed educata nel presentare le sue idee. Il rapporto genitore figlio secondo la concezione della Lalla non è più impositivo e carico di regole che riducono l’iniziativa dei figli al controllo costante da parte dei genitori ma si auspica diventi la possibilità di contaminarsi a vicenda facendo esprimere liberamente i figli e come vedremo lasciando tralvolta anche spiazzati i genitori. L’esempio pratico che ci porta questo testo si svolge nella scuola della bambina che fa delle proposte concrete per migliorare la permanenza e le attività al suo interno. Il genitore ascoltava con attenzione la figlia e prova un senso di orgoglio riconoscendo alla bambina coraggio e tenacia nell’esprimere i suoi pensieri. Di questo squarcio del rapporto genitori e figli si evidenzia anche come un genitore può rimanere davvero stupito di una caratteristica che si voleva comunque appartenesse alla figlia e che evidenzia anche altri aspetti oltre a quelli precedentemente considerati e osservati tra cui

  • La chiarezza espressiva
  • La gentilezza
  • La libertà di esprimersi

Il genitore dopo aver analizzato questo comportamento della figlia rivolge lo sguardo a se stesso e si rende conto che a lui ci sono voluti anni per imparare ad esprimersi liberamente e in maniera diretta. Un raffronto importante rappresenza questa testimonianza, sottacere pensieri e sentimenti viene consigliato dalla società se quando ci si risveglia da tale abitudine errata si comprende quanto questa faccia male a se stessi. L’insegnamento di questo genitore è comunque quello di considerare giusto esprimersi liberamente. Il testo presente nel link ad inizio articolo prosegue con uno studio condotto dalla Columbia University che si è concentrata sull’analisi delle immagine del cervello di persone che abitualmente sopprimono le loro emozioni e l’equipe di questa università è giunta poi ad una conclusione molto importante, sostenendo che chi non esprime le sue emozioni sfoga poi la repressione su terze persone e non vive realmente nessuna comunicazione in maniera sana.

Anche questo è un altro spunto su cui riflettere rispetto al rapporto genitori e figli e rispetto al come si desidera che questi ultimi si eprimano.

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