Il vero leader è sempre innovativo: ecco perché

Innovazione e leadership spesso sono due facce della stessa medaglia. Non esiste “vera leadership” senza innovazione.

Il vero leader è sempre innovativo: ecco perché

L’epopea di Steve Jobs ha appassionato molti e ha fatto sognare gran parte degli imprenditori, piccoli o grandi che fossero, esaltati dall’idea di riuscire a cambiare il mondo con il proprio business. Cambiamento: è questo il vero nutrimento dei sogni di gloria di chi ha un’attività e vorrebbe lasciare il segno nel mondo o, in una prospettiva più realistica, nel mercato di riferimento. Innovazione: questo è lo strumento necessario per raggiungere obiettivi nobili o più semplicemente materiali.

Steve Jobs era un uomo innovativo, o per meglio dire un innovatore. Su questo non ci piove. Eppure questa sua caratteristica, che sembra una qualità innata, come il coraggio e la forza di volontà, è in verità la risposta a una necessità endemica. L’arma per fronteggiare un nemico altrimenti imbattibile. Ciò che Steve Jobs ha fatto passare per corollario della creatività è in realtà molto altro: la capacità di rispondere a una domanda che, spesso implicitamente, l’ambiente esterno gli poneva.

Il concetto, per quanto possa sembrare oscuro, è molto semplice. Innovare è bello di per sé ma è soprattutto necessario. Necessario per spiccare in un contesto che appare estremamente omogeneo e per questo motivo molto – troppo – competitivo. In un tale contesto, in cui tutti offrono più o meno la stessa cosa, la massa chiede spesso qualcos’altro, qualcosa di nuovo. Lamenta, spesso in forma latente, un bisogno. E qui interviene l’innovatore che – certo con una capacità creativa e di pensiero laterale non indifferente – è in grado prima degli altri di ascoltare questa voce, intercettare la domanda e soprattutto rispondere.

Metafore a parte, è evidente come l’innovazione rappresenti la strada maestra per spiccare in un mercato saturo, per riuscire a conquistare grandi fette di pubblico e svincolarsi da una logica di immobilismo causata da un’offerta sempre uguale a se stessa. Un leader innovativo è un leader competitivo e vincente. Lo è perché arriva prima degli altri in luoghi di cui “gli altri” ignoravano persino l’esistenza.

Steve Jobs, rivoluzionando attraverso lo smartphone il modo in cui la realtà e le relazioni vengono esperite, ha fatto proprio questo.

Tuttavia è ovvio: di Steve Jobs ce n’è stato solo uno e nessuno può aspirare a raggiungere i suoi risultati. Il suo insegnamento, però, rimane e chiunque può farne tesoro. Anzi, deve farne tesoro. Come già accennato, innovare vuol dire competere. E’ vero, però, che al giorno d’oggi, competere vuol dire sopravvivere. Il mercato, soprattutto in riferimento ad alcune categorie, può essere un luogo minaccioso, in cui è difficile mantenersi sopra la linea di galleggiamento.

Ecco che innovazione, in questa speciale prospettiva, fa rima con sopravvivenza o – per meglio dire – necessità. Steve Jobs è stato “solo” l’ideal tipo del leader innovativo e innovatore, una figura da prendere a esempio e a cui ispirarsi.

Non è facile essere innovatori: sono necessarie capacità di interpretazioni non indifferente, un intuitivo rapido e sottile, una forza di volontà e un coraggio notevoli. D’altronde, rimanere fermi, anche a costo della propria stessa vita (imprenditoriale) è più comodo e rassicurante che muoversi per cambiare le cose.

Rispondi