Leadership: guida pratica all’esercizio del coraggio

Il coraggio si esercita. Ecco gli ambiti nei quali un vero leader deve “allenarsi”.

Leadership: guida pratica all’esercizio del coraggio

Il coraggio è una qualità essenziale di tutti i veri leader, una specie di comune denominatore. Chi è riuscito a emergere e raggiungere grandi traguardi, infatti, ha dovuto superare prove molto dure, che incutevano paura o ponevano in essere grandi rischi. I leader che si comportano come tali, tuttavia, a prescindere dalla dimensione della propria attività, sono chiamati a “esercitare” il coraggio quotidianamente. Ecco, quindi, che esistono vari “tipi” di coraggio, i quali hanno dinamiche diverse in base all’obiettivo che consentono di raggiungere.

Coraggio di innovare. Il leader vero cerca sempre di innovare, di introdurre un nuovo prodotto o anche, se è abbastanza bravo e lungimirante, un nuovo modo di vedere le cose. Innovare, però, ammesso che si sappia come farlo, costa fatica, pone in essere dei rischi. Per innovare, quindi, è necessaria una certa dose di coraggio. Poiché il nuovo fa sempre un po’ di paura, a prescindere dalle premesse che offre. Il “vecchio” è di contro confortevole, per quanto tale confort possa rivelarsi presto illusorio.

Coraggio di cambiare. Cambiare se stessi, soprattutto. In un mondo in continua evoluzione, chi vuole fare successo è chiamato non tanto ad adattarsi, quanto a rispondere in maniera efficace a stimoli spesso inediti. Il leader, dunque, è costretto a cambiare pelle. Anche questo comporta molta fatica e, in fondo, fa paura. Spaventa, in particolare, spogliarsi delle proprie convinzioni, abbandonare i pregiudizi, cambiare parere su se stessi e sulle persone.

Coraggio di andare avanti. Molto spesso, in un’epoca come la nostra, che eleva la competitività a una divinità, anche solo andare avanti è un atto di coraggio. Contro tutto e tutti, contro tutte le difficoltà che inevitabilmente si frappongono sul proprio cammino, contro chi rema contro. Il leader “va avanti” per definizione, punta a un obiettivo, ne è in fondo attratto. Muoversi verso di esso, però, visti i rischi di ogni giorno, può spaventare. Ecco quindi che si cede all’immobilismo, che si tende alla procrastinazione. Un vero leader non può permetterselo, quindi deve armarsi di coraggio e continuare imperterrito (e determinato) il suo percorso.

Coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Il leader ha molte responsabilità, soprattutto nei confronti del suo team. E’ possibile tuttavia sfuggire alle proprie responsabilità in molti modi, a detrimento delle proprie possibilità di raggiungere gli obiettivi. Assumersi le responsabilità, metterci la faccia ed eventualmente subire le conseguenze fa paura. Coraggio vuol dire anche accettare gli oneri che derivano dal proprio ruolo, anche se ciò causa stress o pone in essere alcune difficoltà. Ecco che un leader responsabile è un leader coraggioso per definizione, che affronta serenamente e con decisione le criticità.

Coraggio di rischiare. Il rischio fa parte della vita di ognuno. Questa epoca è, per usare un termine di moda nella sociologia contemporanea, “liquida”. L’imprevedibilità è una costante, la precarietà – con declinazioni più o meno pericolose – anche. Ciò è tanto più vero per il leader, che per definizione è chiamato a rischiare qualcosa. Il vero leader, colui che non ha paura di osare, è consapevole di rischiare tutto e accetta questo status quo.

 

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