L’importanza dell’organizzazione per un leader

L’organizzazione è la conditio sine qua non per una leadership compiuta ed efficace.

L’importanza dell’organizzazione per un leader

L’immaginario collettivo attribuisce al leader caratteristiche appartenenti a una dimensione suggestiva, come il carisma, la creatività, la forza di volontà. Essere un leader, tuttavia, impone anche l’esercizio di doti che alcuni potrebbero definire “noiose” o comunque non in grado di stimolare la fantasia come quelle che formano lo stereotipo tanto in voga nel senso comune. Tra queste spicca la capacità organizzative. Saper organizzare il proprio e l’altrui operato è la condizione necessaria (ma non sufficiente) per praticare una leadership compiuta, completa ed efficace.

L’importanza dell’organizzazione è data da un semplice fatto: le grandi idee, persino le migliori strategie, sono destinate a rimanere su carta – o peggio nella testa dei loro ideatori – senza un piano di azione dettagliato. Insomma, senza che qualcuno, in genere il leader, organizzi in modo sistematico l’esecuzione della stessa, step per step, fase dopo fase. Nessuna grande impresa è stata compiuta con la mera forza delle idee. Da questo punto di vista, creatività e organizzazione sono due facce della stessa medaglia: una non esiste senza l’altra.

Un altro motivo che tradisce l’importanza delle capacità organizzative risiede nell’influenza che i dettagli hanno nella buona riuscita di qualsiasi piano o strategia. Il mondo è caotico, tendenzialmente imprevedibile, e ciò riguarda tutti gli aspetti della vita quotidiana. In questa situazione di “entropia strutturale”, anche il più piccolo dettaglio può causare una catena di eventi i quali, alla fine della fiera, incideranno profondamente sugli esiti di qualsivoglia attività. E’ proprio per gestire i dettagli che l’organizzazione deve essere efficace, completa e deve coinvolgere tutti gli aspetti del piano. L’obiettivo, al quale si tende in maniera asintotica (la perfezione di questo mondo), corrisponde alla neutralizzazione di ogni imprevisto.

Organizzare vuol dire anche creare una serie di regole e impostare le metodologie funzionali alla gestione degli imprevisti, quando questi emergono. Il leader organizzato è chiamato a creare, o a stimolare la creazione, di un protocollo utile in situazioni di emergenza. Lo scopo, in questo caso, è ridurre l’impatto che di norma gli imprevisti esercitano nei confronti di un business.

Organizzare vuol dire, ovviamente, assegnare mansioni e compiti ai propri sottoposti in maniera essenziale ed esaustiva. E’ bene che tutti sappiano cosa devono fare e che nessuno pesti i piedi all’altro. Con la medesima attenzione, infine, è bene indirizzare le capacità organizzativa nei confronti di se stessi. Stabilire una propria condotta, una scala di priorità, magari una routine. E’ la ripetizione degli stessi gesti e la reiterazione degli stessi ritmi che determina l’efficacia di una qualsivoglia attività, in una prospettiva del tutto simile a quella dell’economia di scala.

Ciò, in verità, vale per alcune tipologie di persone. Altri, infatti, danno il meglio di sé al di fuori della routine, in una situazione in cui la pressione prende il sopravvento. Anche in questa fattispecie, però, i rischi sono numerosi, poiché l’indeterminatezza non mette i propri sottoposti nella condizione di esprimere le proprie potenzialità. E’ proprio il caso di dirlo, pur riconoscendo alla creatività un ruolo importante, nella fase operativa, quando è il momento di entrare nei dettaglia, il genio creativo deve lasciare spazio al freddo organizzatore.

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